Innocente a priori

gelminiDon Gelmini, come saprete tutti, in questi giorni è indagato dalla procura di Terni, per abusi sessuali, verso alcuni giovani ex ospiti di sue comunità.

Fin qui nulla di strano (si fa per dire), il fatto però che tutto il centro destra si sia schierato con il sacerdote difendendolo a spada tratta, senza nemmeno conoscere le indagini e i fatti…

E si scagliano contro i giornalisti, mettendoli addirittura alla stregua con i mercanti di morte, o come aguzzini che piantano penne nel suo costato.

Innocente a priori quindi…


Il centro-destra senza conoscere ancora l’indagine parte all’attacco. O meglio: alla difesa. “Caro Don Gelmini un motivo in più nella strada per la tua santità”: questo il testo di un telegramma che Daniela Santanchè ha inviato a Don Gelmini indagato dalla Procura di Terni. “Sono migliaia i ragazzi e le loro famiglie che potrebbero testimoniare l’operato di Don Gelmini che ha salvato tanti giovani”, sottolinea la parlamentare. Sotto gli artigli del capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè ci capitano anche i giornalisti de La Stampa che semplicemente riportavano la notizia. “L’esistenza di Don Gelmini è da sempre dedicata alla cristallina sequela di Cristo, perciò sempre pronta all’aiuto di coloro che sono in difficoltà. Solo un giornalismo d’accatto può tentare di infangare la storia e le opere di un uomo che ha fatto della generosità e del servizio la propria regola di vita”. “È indegna la congiura mediatica contro don Pierino Gelmini” – tuona il segretario della Dca Gianfranco Rotondi – “la stampa italiana – sottolinea – persegue una crociata volta a trasformare gli eroi positivi della lotta alla droga in mostri. Sullo sfondo resta un progetto di scristianizzazione del Paese. Tutti sanno due cose: i drogati farneticano e se la prendono con chi li cura. Condizione per recuperare un drogato è ignorare le sue farneticazioni, restargli vicino e non diventarne complici. Oggi i complici dei mercanti di morte sono quelli che puntano le loro penne nel costato di don Gelmini”. Controcorrente l’opinione di Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione Comunista. “Non sono un magistrato, e quindi non entro nel merito dell’indagine. Invito solo le persone a non assolvere una persona indagata per reati così gravi solo perchè è un sacerdote”. Luxuria tiene a sottolineare che “il problema delle violenze sessuali è molto grave, e devo dire che quando coinvolge chi riveste un ruolo di guida spirituale è ancora più grave, perchè il sacerdote incute soggezione e alcune persone possono esserne più facilmente vittime. Il mio invito – conclude Luxuria – è di non fare assoluzioni preventive”.

L’Unità

Nessuno ha detto che sia colpevole di tali reati, sarà la procura a stabilirlo, ma con tutta la buona fede, come si fa a definirlo innocente a priori?

L’indagine dura da circa 6 mesi, e se risulterà colpevole è giusto che paghi, anche se già immagino la bufera che scateneranno il nano coi takki e la sua banda…


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