Povera Patria | Stormy Monday Blog - Part 2

Povera Patria

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Maroni dito


speranza

Per la serie siamo tutti un pò CT, voglio dire la mia sulla partita della Nazionale contro la Romania
Cioè a parte che non c’è molto da dire, se non che il goal di Toni era regolare ed è stato annullato ingiustamente, il rigore concesso per il fallo di Panucci ci poteva anche stare (ma per essere generosi eh…) per fortuna poi Gigi ci ha messo una pezza.
Un goal nato da un errore piuttosto banale di Zambrotta, ma può capitare, però se la palla non si butta in rete c’è poco da fare, diciamo che la fortuna non ci ha aiutati.
Il punto debole di questa squadra è Donadoni, uno che in vita sua non ha mai vinto un cazzo, e si ritrova su quella panchina, per via dei suoi trascorsi con il Milan.
Altrimenti come spiegare il fatto che continui a schierare in mezzo al campo una pippa immensa come Ambrosini?
Certo il calcio e la politica sono due cose diverse e dovrebbero restare fuori uno dall’altra vero?
Ma come si fa in un paese dove un partito di mafiosi fino all’altro ieri si chiamava Forza Italia?
e dove un politico di bassa lega con i tacchi, non “entra in politica” ma “scende in campo”, un paese nel quale capita sempre piu spesso di vedere striscioni del tipo “silvio, milano ti ama” allo stadio durante la partita del Milan.
Oppure in un paese dove va di moda la caccia al Rom, per questo incontro a Roma non vengono messi maxischermi per i Romeni, e invitati a vedere la partita a casa propria, è questo forse lo spirito del calcio?
Tutto sommato ho goduto della sconfitta, e spero che la Francia ci dia il colpo di grazia e ci mandi a casa, cosi come spero che se ne vada prestissimo a zappare la terra, quel coglione di Donadoni.
Dopotutto come la storia insegna l’anima della Nazionale dev’essere Bianconera, con qualche rincalzo delle altre squadre (inter a parte).
Vergogna.
Photo Credits yanseiler

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne… offrono un’agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici…) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di “rifugiati climatici”. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“Quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso “fuori dalle mura”, che si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c’era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro dell’umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!

Questa è la mia reazione davanti agli ultimi avvenimenti nel nostro paese.
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nigrizia.it

_culoUn’altra uscita altisonante del nano, che promette il miracolo ecologico.
Questa è troppo bella e va ricordata per le generazioni a venire, come monito e perchè non si permetta mai piu a questi buffoni di governare

Nel giro di tre anni risolveremo problema in modo definitivo

Scommetto che (come sempre del resto) non concluderà una benemerita cippa, e non ci sarà nemmeno bisogno di aspettare tre anni, me lo sento purtroppo.
ansa.it

E’ veramente inconcepibile che si possa pensare di costruire centrali nucleari, sopratutto se il popolo italiano è contrario.
Possibile che sti 4 coglioni che stanno al governo, non abbiano imparato nulla dal passato?


Dal blog di Beppe Grillo

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht

Leggo in giro per il web che questa poesia è stata erroneamente attribuita a Brecht, mentre in realtà sembra appartenere a Martin Niemoeller e ne esistono diverse varianti.
Per approfondimenti wikipedia


Secondo Fini sarebbe naturale essere interrotti in parlamento, ma la cosa terribile è che dipende da quello che si dice…
Altro che libertà di parola, questo si chiama regime, censura, dittatura, fascismo, chiamatela come volete.
Altro che democrazia, complimenti!.


Calderoli povero idiotaCalderoli, ma vaffanculo va, è la reazione che mi viene leggendo la notizia a riguardo delle scuse che avrebbe fatto al governo libico, per la vicenda della maglietta con vignette anti-islam, il quale governo, purtroppo si ritiene soddisfatto. Quindi per salvare la faccia, i rapporti e l’immagine del nuovo governo del cazzo, composto da ballerine,nani e cantanti, ecco considerato il caso chiuso. Una frase sconcertante riportata nella notizia

Mi sono pentito per le conseguenze che ha determinato e per il significato diverso che è stato attribuito. Il mio era un messaggio di pace e di avvicinamento tra le religioni monoteiste ma è stato interpretato in maniera diversa”, aveva dichiarato Calderoli alla trasmissione Panorma del giorno di Canale 5.

Messaggio di pace e avvicinamento tra religioni? ma vaffanculo va! Lui che da buon padano del cazzo, dichiarava:

Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra!

Oppure:

Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai!

Giusto per citare alcune sue frasi, in proposito di avvicinamento delle religioni. Ecco, avere un imbecille del genere come ministro alle delegittimazioni delegiferazioni (anche detto ministro alle semplificazioni), è un’offesa intollerabile a tutti gli Italiani. Uno che cantava di bruciare il tricolore…



Qua ci prendono per il culo con ste notizie, non può essere che prima si pensi e si affermino delle cose, per poi smentirle, sopratutto considerando le cariche che si ricoprono. Da persone intelligenti quali dovrebbero essere, prima di affermare certe cose bisognerebbe pensarci. Calderoli vai a lavorare cialtrone! Non facciamoci prendere in giro da sta manica di farabutti che stanno al governo. A seguire un vomitevole mix atto a ricordare da chi saremo governati (fra gli altri)




inutile dire che sono piuttosto indignato… Povera Patria.

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