iva

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“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale,corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Lo so a chi state pensando, COMUNISTI e malfidenti!
In realtà si tratta di uno scritto di Elsa Morante risalente al 1945, a proposito di Mussolini…
Ed ecco un video che spiega inequivocabilmente come l’italia abbia un governo fascista, sopratutto l’ultimo punto…



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Una bella foto quella che segue, non ci crederete, ma si tratta di un modellino, una ricostruzione di una scena.

C’è da restarci a bocca aperta, ovviamente è tutto frutto di grande esperienza, e accuratezza nei particolari.
Nelle scene in esterni, si avvale di sfondi reali, con un sapiente uso della prospettiva.

Guardate lo slideshow sul suo flickr



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Un post che mi ha particolarmente colpito su guerrilla radio, del quale riporto alcuni stralci.

Esattamente un anno fa moriva Giuseppe Gatì, un giovane siciliano, orgoglioso d’essere siciliano, onesto e puro. Un giovane che credeva in una Sicilia libera dalla mafia e dalla politica collusa. Credeva e combatteva per una Sicilia laboriosa rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.


Ebbe il suo attimo di fama quando, nel corso della presentazione di un libro del pregiudicato Vittorio Sgarbi, incomprensibilmente eletto sindaco di Salemi,  cittadina siciliana, dichiarò ad alta voce la pura e semplice verità: che Sgarbi, appunto, “è” un pregiudicato, condannato in via definitiva per truffa allo Stato e in primo e secondo grado per aver diffamato il dottor Caselli e l’intero pool antimafia.
Giuseppe, che si era limitato a parlare, a gridare “Viva Caselli! Viva il pool antimafia!” e a mostrare dei volantini che riportavano le sentenze relative a Sgarbi.

Circa un mese dopo, il 31 gennaio 2009, Giuseppe Gatì morì sul lavoro. Venne trovato morto folgorato per aver presumibilmente “camminato su un cavo elettrico scoperto, senza accorgersene”.
Credo che mai un avverbio sia stato più consono del “presumibilmente”.
Ovviamente venne aperta un’inchiesta… dopodiché di Giuseppe si perdono le tracce mediatiche.

Ora viene da chiedersi come mai il suddetto Sgarbi continui ad apparire, a sbraitare e offendere a destra e a manca in tutte le tv italiane, e addirittura su quelle del padrone, viene posto su un trespolo come un pappagallo?
Schifo e vergogna…

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Una interessante intervista di Roberto Saviano per Panorama, che merita di essere letta, offre diversi spunti di riflessione.
Eccone alcuni.

Il problema è un altro. Questo governo agisce, e spesso con successo, soprattutto a livello di ordine pubblico. In primo luogo con gli arresti. Potere mostrare i camorristi e i mafiosi arrestati diviene prova dell’efficacia della lotta alla mafia. Ma questo governo non ha approntato strumenti per colpire il punto nevralgico delle organizzazioni criminali: la loro forza economica.

Oppure

E poi i sequestri spesso vengono sbandierati due tre volte nella cronaca, quando invece sono parti di una stessa operazione.
Cioè che cosa accade?
Prima i beni vengono congelati, poi viene fatta la richiesta di sequestro, e alla fine il sequestro viene effettuato. Questi tre passaggi generano tre notizie, facendo spesso sembrare che le azioni contro l’impero economico sono state tre anziché una.


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Dal blog di Piero Ricca, la lettera di un ragazzo Jacopo, di 23 anni.
Ovviamente condivido e riporto.

Io odio coloro che abusano della credulità popolare e delle pubbliche istituzioni.Odio i mafiosi e i frequentatori abituali di mafiosi. Odio coloro che chiamano “cancro da estirpare” i magistrati che indagano sui colletti bianchi. Odio i servi dell’informazione e in genere tutti i manipolatori delle coscienze. Odio chi, detenendo ogni potere, fa la vittima per mantenere il consenso. Odio chi rimbambisce le menti labili con una propaganda falsa. Odio le leggi su misura, chi le impone, chi le scrive, chi le approva. Odio chi non vede la quotidiana violenza sui deboli e blocca la nazione per un graffio sul cerone. Odio i finti oppositori, i pavidi e i vigliacchi. Odio chi lucra sulla stupidità delle masse e, lucrando sempre più, ne genera sempre nuova. Odio chi mette sullo stesso piano dissenso e violenza. Odio chi criminalizza le opinioni e perfino le notizie. Odio chi parla di mandanti morali e indica i terroristi mediatici. Odio chi demonizza e fa la vittima della demonizzazione. Odio chi ruba e grida al giustizialismo. Odio chi ha distrutto la politica e denuncia l’antipolitica. Odio chi ci fa vergognare di essere italiani e ci chiama antitaliani. Odio chi definisce criminali un comico e un giornalista. Odio chi dà sempre la colpa agli altri e non si assume mai la responsabilità di niente. Odio i prepotenti, gli ipocriti e i venduti che ti danno lezione di morale. Odio chi li lascia fare. Odio chi denuncia il “clima di odio” senza rendersi conto di quanto odio ha seminato e fingendo di non sapere quanto sia motivata l’indignazione. Odio chi, simulando amore, istiga all’odio. Odio chi si propone come titolare unico dell’amore e della libertà. Odio chi trasforma l’amore e l’odio in categorie della politica. Li odio e continuerò serenamente a odiarli finché sarò padrone del mio cuore e della mia coscienza.

Non vorrei, ma anche io odio…

photo credit Hytok

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Google Wave

A parte il fatto che non ci ho capito granchè, sembra una sorta di chat collaborativa, tipo msn per intenderci, e che funziona completamente online.
Di sicuro ha grandi potenzialità sopratutto di condivisione, di ogni cosa, beh, se qualcuno fosse interessato dispondo di ben 8 inviti per un account, il quale non è immediato, bisogna inserire un indirizzo email valido, al quale verrà successivamente inviato l’invito.
E’ tutto gratis eh, anche per me, nel senso che non ci guadagno un bel nulla a distribuire inviti…
Se siete interessati basta comunicarmi una email valida cliccando qua.

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Tiger Woods

Sembra purtroppo che abbia annunciato il suo ritiro, ma al di fuori delle vicende personali che stanno tenendo banco in questi giorni, delle quali francamente non me ne può fregare de meno, è innegabile che sia un grandissimo campione, anzi senza ombra di dubbio il numero 1.
Se poi al suo talento, alla sua esperienza e preparazione aggiungiamo anche una piccola dose di culo, allora si può arrivare a questi colpi.


Tiger Woods on Wikipedia

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Dal blog di Beppe Grillo, lettera di un ex-italiano.

Per rinunciare alla cittadinanza italiana bisogna pagare SOLO 200 euro. Ma allora è un affare!
“L’ultimo balzello pagato ai corrotti governanti italioti: 200 euro per non essere più italiano: è la tassa che ho appena pagato per potermi presentare dinanzi al console italiano nel Paese in cui risiedo e dichiarare la rinuncia alla cittadinanza italiana, avendo assunta quella del Paese che mi ospita dal 1972. Resto italiano dentro di me, provo angoscia e rammarico per il Paese in cui sono nato e cresciuto, ma nel cui squallore non mi riconosco più minimamente. “Più amo l’Italia più odio gli italiani” soleva dire una mia zia emigrata in Sudamerica. Ai tempi di Craxi. Figuriamoci che cosa direbbe ora! Io sono emigrato in Germania, ma ho deciso di restituire il passaporto italiano, stanco di dovermi sempre giustificare o inventare motivazioni per spiegare ai miei attuali concittadini lo sfacelo della Repubblica italiana, nata sul sacrificio di chi come miei parenti partigiani non aveva esitato a combattere il fascismo a rischio della propria vita, finendo in campo di concentramento. Valeva la pena, per questi bastardi attualmente al potere? Che Dio, se c’è li maledica, ed il demonio, che c’è di sicuro – se li prenda in custodia al più presto. Tutti.” Graziano Priotto, Radolfzell.

E come dargli torto…

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