Magazine | Stormy Monday Blog - Part 2

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Un sito di fotografia molto interessante, dove vengono pubblicate le immagini, viste in modo differente, ovvero punti di ripresa insoliti, non convenzionali, osservazioni.

La fotografia reinventata, e un pò fuori dagli schemi.

Tutti possono parteciparvi inviando le proprie foto.

Dategli un’occhiata, alcune sono davvero belle, il mio consiglio è di inserirlo nel vostro feed aggregator…

FileMagazine


Il sito di una rivista americana, che ho scoperto recentemente, e che merita qualche parola.
Si tratta di Smithsonianmagazine, e vi si possono trovare diverse serie di fotografie e articoli, sui piu svariati argomenti, ma con denominatore comune, cioè sono tutte foto molto belle.
Ma c’è di piu, la rivista indice un photocontest annuale, giunto alla quarta edizione, con foto superlative.
Una delle piu apprezzate dai lettori è Oregon Storm, con circa il 47% di preferenze.

Os

E sono tutte davvero bellissime, vi invito quindi ad andare a visitare i siti in questione perchè ne vale la pena, eccovi i link…Smithsonianmagazine.com
Photocontest.smitsonianmag.com


E’ online il numero 1 di Witness Journal.

WJ un webmagazine completamente gratuito distibuito via web, al quale tutti possono partecipare inviando i propri reportages.

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Distribuito gratuitamente via Internet, Witness Journal racconta attraverso le immagini di fotografi, professionisti e appassionati, storie piccole e grandi, italiane e non.
Basato su una logica aperta ai contributi di tutti, Witness offre agli autori un palcoscenico giornalistico adatto sia a esprimere le proprie capacit, sia a promuovere il proprio lavoro.
Ai lettori offriamo invece un’informazione diversa sotto numerosi aspetti.
Innanzitutto perch poniamo le immagini e non le parole, al centro dell’attenzione.
Le storie raccontate da Witness Journal sono infatti narrate esclusivamente attraverso i fatti, ossia le fotografie.

Read More…

Che altro aggiungere?

Nulla.

Correte a vedere

Witness Journal


FotoUpWitness Journal un magazine di fotografia e informazione davvero innovativo, sopratutto per l’idea sulla quale si basa il progetto.

Distribuito gratuitamente in formato digitale, Witness Journal, racconta attraverso le immagini, di fotografi professionisti e semplici appassionati, le storie, piccole o grandi che siano.
Basato su una logica aperta ai contributi di tutti, Witness Journal offre un palcoscenico adatto sia ad esprimere le proprie capacit, sia come mezzo per la promozione online dei propri lavori.

Ai lettori offriamo invece un’informazione diversa sotto numerosi aspetti. Innanzitutto perch poniamo le immagini e non le parole, al centro dell’attenzione. Le storie raccontate da Witness Journal sono infatti narrate esclusivamente attraverso i fatti, ossia le fotografie.

Gli articoli, redatti direttamente dai fotografi, raccontano il “backstage”, aggiungono informazioni relative al contesto, ma mai in alcun modo tendono a fornire un’analisi o un commento. Questo compito preferiamo lasciarlo al lettore, come giusto che sia.

Per scelta precisa, ma anche per filosofia, la linea editoriale di Witness tende a dare spazio ai piccoli grandi eventi, alle storie locali e, perch no, soprattutto a ci che trova difficilmente spazio sui principali organi di informazione.

Grazie a Internet siamo infatti in grado di vantare una rete di collaboratori che si estende in modo capillare su tutta la penisola. Una rete fatta di professionisti, ma anche e soprattutto di appassionati di fotografia che grazie al digitale e ai fenomeni del Web 2.0, primo fra tutti Flickr, hanno oggi la possibilit di far sentire la propria voce.

Ed proprio questa voce quella che Witness Journal vuole raccogliere e farvi ascoltare.

Davvero interessante, sopratutto per l’idea di base…
Cosa aspetti allora? manda anche tu il tuo reportage…
Ecco come fare…

Witness Magazine


Keith Richards

krAlla domanda: “Qual’ la sostanza piu strana che ha mai sniffato?”Keith Richards ha risposto “mio padre, ho sniffato le ceneri di mio padre mischiate a cocaina”, si tratta chiaramente di uno scherzo e prontamente alcune teste di minkia di giornalisti hanno abboccato come pochi, e giu titoli sui giornali, tutti a gridare allo scandalo…
E magari il grande Keith se la rideva come un matto…ghghgh
Un macabro scherzo, un pesce d’aprile in ritardo. La
dichiarazione di Keith Richards: “Ho sniffato le ceneri di mio padre
mischiate a cocaina”, ha creato non poco trambusto. Ma stata
liquidata in due parole dalla sua manager di lunga data, Jane Rose, la
quale ha spiegato: “Era uno scherzo. Non posso credere che qualcuno
l’abbia preso sul serio”.

Che il chitarrista e vera anima rock-blues dei Rolling Stones, nella
sua vita abbia assunto qualsiasi tipo di droga, cosa risaputa da
decenni. Ma che tra le sostanze da lui sniffate ci siano state, una
volta, anche le ceneri del padre defunto, era una notizia destinata a
fare sensazione e ad attrarre la curiosit dei tabloid britannici.
E infatti, a riportare l’episodio, stato, per primo, il Sun. Che ha anticipato i contenuti di un’intervista rilasciata dallo stesso Richards al New Musical Express,
il pi celebre dei magazine musicali inglesi. E’ rispondendo a una
delle domande dell’intervistatore che Keith ha raccontato la sua
singolarissima esperienza.
Per Keith, ammesso che la smentita della manager corrisponda poi a
verit, sarebbe stato solo l’ennesimo episodio estremo di una vita
all’insegna delle stregolatezze e delle stranezze di ogni tipo, e
dell’uso continuato di droghe pesanti. Eppure lui, malgrado questi
eccessi - e aiutato, spesso, da ricoveri in lussuose cliniche
specializzate nel ripulire il sangue dei facoltosi clienti - se l’
sempre cavata: “Sono ancora vivo - ha detto lui stesso con orgoglio, in
quella stessa intervista - malgrado sia stato al primo posto della
lista dei condannati a morte certa, per almeno dieci anni”.
A salvarlo, probabilmente, sempre stata quella sua tempra coriacea da
bluesman. Quell’aria da corsaro che ha ispirato anche il suo amico
Johnny Depp, nella sua interpretazione della trilogia Pirati dei Caraibi.
Certo, gli incidenti non sono mancati: recentemente, ad esempio,
Richard stato sottoposto a un delicato intervento alla testa. Dopo
una clamorosa caduta da una palma, durante una vacanza alle Fiji. Ma
ancora una volta, il pirata del rock ce l’ha fatta.

Link…

Foto: Anton Corbijin


Ktrak bici da neve

Appassionati della bicicletta? della mountain bike piu precisamente? ecco come pedalare anche in inverno, oppure durante le vacanze natalizie in montagna

Basta con i soliti sci o snowboard! diciamo basta alle ciaspolate e alle code agli impianti di risalita!


Con il kit di KTrak (e con circa 300$) è possibile effettuare la trasformare sulla vostra bici senza nessuna chiave semplicemente smontando le ruote e rimpiazzandole con kTrak, cosi da poter pedalare sulla neve!
L’offerta è valida però solo fino al 31 dicembre, affrettatevi dunque!.

Via: MakeMagazine


Tom Stoddart

Tom Stoddart ha iniziato la sua carriera di fotografo con il quotidiano locale nel nord est dell’Inghilterra.
Nel 1978 si trasferisce a Londra e inizia a lavorare come freelance per Sunday Times e Time Magazine.
Ha testimoniato con le sue foto, avvenimenti internazionali come la guerra in Libano, la caduta del muro di Berlino, le elezioni a presidente di Nelson Mandela, il sanguinoso conflitto in Bosnia, e le guerre contro Saddam Hussein in Iraq.

Questa una piccola presentazione di Tom Stoddart, una bella galleria delle sue opere si può ammirare su Digitaljournalist, immagini a tratti raccapriccianti ma molto, forse troppo realiste, immagini che scuotono gli animi e che vorremmo non vedere mai, vorremmo non fossero mai state scattate.

Ma la cosa che piu mi ha emozionato la trovate sul suo sito personale a questo indirizzo qua.
Casse accese quindi e preparatevi ad un viaggio emozionante…



Dopo una lunga attesa è finalmente online la Issue2 di photomagazine, una rivista fotografica formata da alcune serie di fotografie selezionate tra vari fotografi di Photorevolt.
Vi si possono trovare immagini eccezionali e di qualità assoluta e se volete visionare le uscite precedenti, le trovate qui
Dategli un’occhiata ne vale veramente la pena e magari contattate gli autori direttamente su Photorevolt


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