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Alcune storiche citazioni sulla Juventus

Nei momenti difficili di una partita, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capa­cità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l’aspetti
Gianni Agnelli

La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so di­re cosa, ma sono orgoglioso di farne parte
Gaetano Scirea

E’ un piacere immenso ricordare che tutto “il me­glio” del calcio è passato dalla Juve
Umberto Agnelli

Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tut­to sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arren­de mai
Omar Enrique Sivori

Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgra­do tutto e la terrà come prezioso ricordo
Eugenio Canfari

Se sono un uomo felice è perché ho dato tutto per la Juventus
Giampiero Boniperti

Per me l’Italia è soprattutto la Juve. Addosso ho an­cora i segni che mi ha lasciato Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un’italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Boksic, Del Piero: dopo averli affrontati sapevi di aver giocato al massi­mo
Ryan Giggs

Essere un giocatore della Juventus vuole dire appar­tenere a uno dei pochi veri miti dello sport
Michel Platini

La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto
Fabio Capello

La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita.
Italo Pietra

La vera gara tra noi e le milanesi sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda
Gianni Agnelli

La Juventus è come un dra­go a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un’altra. Non molla mai, e la sua forza è nell’ambiente
Giovanni Trapattoni

La Juve è una fede che con­tinua a essermi appiccica­ta addosso. Sono da compati­re quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una bat­tuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora.
Giampiero Boniperti

Boniperti dice la sua Juve ha vinto tanto? Sì, è vero ma perché non va a Madrid a vedere i trofei del Real? La ve­rità è che la Juve non deve mai guardarsi indietro, ma pensare sempre al successo che verrà
Gianni Agnelli

Non rinuncerei a uno scu­detto della Juve per il mondiale della Ferrari
Gianni Agnelli

Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si re­spira nell’aria dello spoglia­toio, sono concetti che vengo­no tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c’è club nel mon­do che ti faccia lo stesso effetto
Egdar Davids

La Juventus è stata un esempio per il mio Man­chester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocas­sette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tatti­ca o la tecnica, quella ce l’ab­biamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella vo­glia di vincere
Sir Alex Ferguson

Tuttosport



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Durante gli anni ’60 l’attore e regista Dennis Hopper aveva una piccola mania: portava sempre con sé una macchina fotografica per immortalare volti e momenti rubati da feste private, set cinematografici, cene e manifestazioni politiche. Ora quelle immagini, per la maggior parte inedite, diventano parte della mostra “Segni dei tempi”, fino al 24 ottobre alla Tony Shafrazi Gallery di New York. Celebre attore e regista di origine statunitense, Hopper è conosciuto per le sue interpretazioni, da Gioventù bruciata a Il gigante fino a quell’Easy Rider, del 1969, che segnò per sempre la sua carriera nel cinema. Prima però la grande passione per la fotografia che la mostra di New York celebra per la prima volta. Tra i soggetti rappresentati dall’artista alcuni esponenti della scena culturale americana, da Andy Warhol a Paul Newman, ma anche politica, come Martin Luther King Hunior in marcia per i diritti civili da Selma a Montgomery. Tutte le immagini di questa galleria, in esclusiva per Repubblica.it, sono per gentile concessione della Tony Shafrazi Gallery di New York.

Galleria su Repubblica.it

Il volume da collezione Dennis Hopper: Photographs 1961 – 1967 è una novità annunciata dalle Edizioni Taschen.
Sarà un volume in tiratura  limitata a 1500 esemplari autografati dall’autore a presentare una delle più ampie selezioni delle immagini realizzate nel corso degli anni Sessanta.

Photographers.it
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Callie Shell, fotografa per la prestigiosa rivista Time, ha seguito per diversi mesi, Barack Obama nei sui spostamenti e l’ha fotografato, nei momenti piu disparati, di relax o mentre colloquia con la gente comune.
Ne è uscito un ritratto eccezionale, non solo di un candidato, ma sopratutto ne è emersa la grandissima semplicità, ossai Obama, l’uomo.
Viene spontaneo chiedersi se non sia tutta una montatura, cioè la facciata, quella di mostrarsi vicino alla gente, amico e salvatore dei piu poveri, solo per interesse (nano mafioso docet).
Non mi sembra questo il caso, voglio dire che Obama viene da gente povera, e da quanto ho sentito dire, ha rinunciato a lavori ben pagati, dopo la laurea, per lavorare sulla strada, in mezzo alla gente.
Un grande esempio concreto insomma, e che non ha paura a mostrarsi cosi com’è, vero.
Bravo.
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Una galleria di immagini molto bella, che riguarda Bob Dylan, fanno tutte parte di un libro di Barry Feinstein, e sono state scattate durante il suo primo tour in Europa.
Correva l’anno 1966.

Time.com

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