H.U.L.C sta per Human Univerlsal Load Carrier, e si tratta di un sistema idraulico, in pratica di uno scheletro idraulico, e che permette il trasporto di pesi notevoli, anche 200 lbs.
E’ prodotto dalla Locheed Martin, e il mvimento è determinato da diversi sensori che “leggono” il movimento che si vuole fare, permettendo di muoversi con agilità, ma sopratutto con un minimo sforzo, su qualsiasi tipo di terreno.
Purtroppo da quanto si vede nel video, sembra usato in campo militare, quando le applicazioni in campo medico, cioè dirette a chi ha problemi motòri, sono evidenti.
Quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza, bisogna ammettere che non è poi cosi lontana..
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Il 3 Novembre, Woody Allen, attore, scrittore e regista, ha ricevuto in regalo come onoreficienza, dalle mani del Dr. Andreas Kaufmann, una Leica M8.2 con numero di serie 3,555,555, la piccola cerimonia si è svolta al The Rose Club in the Plaza Hotel in New York, presente una piccola folla di selezionati fotografi e amici.
Nel suo ultimo film dal titolo “Vicky Christina Barcelona” si parla di una fotografa, interpretata da Scarlett Johansson e si è scelto di farle usare, non a caso una fotocamera Leica.
Since 1925, Leica has awarded a select list of visionaries in photography, the sciences, the world of politics, and the arts with special serial numbered cameras. The list of people who have received such Leica cameras is small. Queen Elizabeth (who actually asked that the cameras she received not be numbered, and so her initials were engraved instead); photographers Alfred Eisenstat and Henri Cartier-Bresson, Leopold D. Mannes and Leo Godowsky, Jr, the co-inventors of Kodachrome film, and former president Dwight D. Eisenhower, are a few of those who have received Leicas with special serial numbers.
Via Imaginginfo
Una delle mie ultime foto, cosa ne pensate?
Il mio photoblog
Un piccolo ma geniale prototipo per un segnalibro gonfiabile.
Il concetto è semplice si tratta di due piccole camere ad aria comunicanti, e premendo sulla linguetta che sporge dalle pagine del libro, l’aria passa all’altra camera sollevando cosi le pagine quel tanto che basta per infilarci un dito e riprendere quindi a leggere da dove si era rimasti.
Non è che sia un’invenzione di quelle che ti cambiano la vita, però è (e qui mi ripeto) geniale.
Via yankodesign














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