Fotografia | Stormy Monday Blog

Fotografia

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Un video, o meglio uno slide che offre una panoramica con le migliori fotografie di un grande fotografo danese, Erik Refner.


Le gallerie di immagini sono visionabili sul suo sito, sono tutte bellissime foto, ma degne di nota a mio avviso sono quelle che riguardano i rockabillies, ma sopratutto “veterans” che raffigura una serie di ex atleti olimpionici giunti ad una certa età, argomento che, visto l’imminente inizio dei giochi, diviene attuale, anche se in un modo un pò inusuale.
Veramente un grandissimo della fotografia…
Have a bowse! e ditemi se mi sbaglio.

Erik Refner

Premesso che non ho una Canon, o meglio non una reflex Canon però questa cosa è geniale…
Quando ho visto la foto ho pensato, azz… come ho fatto a non pensarci?
è talmente banale, da risultare grandiosa.
Sto parlando di un semplicissimo diffusore per flash ricavato da un contenitore per pellicole bianco, semitrasparente.
Il diffusore è un piccolo ma utilissimo accessorio che serve per eliminare i fastidiosi riflessi del flash, diffondendo appunto, la luce che risulta cosi meno dura e piu omogenea.
Geniale!
Inoltre rimettendo il tappo (trasparente se possibile) si evita di perderlo o comunque che si tolga.

Photojojo

Nel famoso blog celebre per i suoi post illustrati da immagini ad alta definizione e formato, The Big Picture, si può ammirare una spettacolare galleria di 23 immagini sul surf.
Davvero belle…
Riding the big waves


Richard Avedon (1923-2004) è considerato uno dei più grandi fotografi americani, ed è stato il primo ad infrangere le barriere tra la cosiddetta fotografia impegnata e quella disimpegnata.

Per oltre 50 anni è stato uno dei nomi più importanti del mondo della moda ed è sulle sue fotografie di moda che nel 1962 viene organizzata la prima retrospettiva dedicata all’autore, allo Smithsonian Institution di Washington.

Sin da questa prima importante esposizione risultò subito evidente, anche ai più prudenti critici, che si trattava di uomo con un’opera ed un progetto non scindibili dalla storia dell’arte.
Ispirato da Martin Munkacsi, Avedon aveva scoperto un nuovo modo per dare espressività alle modelle che nelle sue fotografie non apparivano più come “appendiabiti” ma come persone reali, dei personaggi, aveva trasformato la monotona foto di moda in qualcosa di vivo e reale.

Non solo moda, ma anche ritratti di uomini di stato, artisti, attori ed attrici laddove comunemente ci si aspetterebbe un’immagine fissa, rigida di una persona, la sua fotografia scardina l’icona della foto da cartolina. Che si tratti di star del cinema come Katherine Hepburn, Humphrey Bogart, Brigitte Bardot, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe o ancora Buster Keaton e Charles Chaplin, o personalità del calibro di Karen Blixen, Truman Capote, Henry Kissinger, Dwight D. Eisenhower, Edward Kennedy, The Beatles, Andy Warhol e Francis Bacon, ogni ritratto si imprime nella memoria in modo indelebile e ci restituisce di ognuno, l’idea e l’immagine del personaggio pubblico e privato.

Devo dire che guardando le foto presenti nella galleria del sito, non sono riuscito a staccarmi, sono letteralmente rimasto ipnotizzato dalla bellezza di queste opere, in particolare dei suoi ritratti, veramente un grandissimo fotografo.

The Richard Avedon Foundation

Alla fine ho fatto il grande passo, l’ho comprata!
Ora sono possessore di una bellissima Leica M3 del 1955, con obiettivo Summilux 50/1.4 appena arrivati…
Inutile nascondere che sono emozionato come un bambino, e mi rendo conto di avere tra le mani un pezzo di storia della fotografia, che alcune degli scatti piu famosi sono stati fatti con questa macchina.
Questo, come ho già detto, non fa di me un grande fotografo, lo so molto bene, ma mi sento di avere fatto un piccolo salto di qualità.
So anche bene di essermi quasi svenato per avere questo gioiello, e spero di ripagarmi quantomeno in soddisfazione, riuscendo ad ottenere qualche scatto decente.
Dopotutto si vive una sola volta, ed è assurdo continuare sempre a desiderare, ogni tanto una botta de vita ce vuole no? (e che botta…)
Ora dovrò imparare ad usarla al meglio, e a scattare sopratutto ritratti, per i quali questo obiettivo è indicato.
Il primo impatto scartando il pacco, è il peso, è infatti tutta in metallo, e la robustezza è innegabile, cosi come la precisione dei meccanismi.
Appena ottengo qualcosa di decente in termini di immagini lo posterò.

Cinque ragioni per amare la fotografia tradizionale, su pellicola.

1 Aiuta la mente

e si evita di rivedere la foto appena scattata come si vede fare spesso, sopratutto se si usano fotocamere antiche, senza esposimetro, si è portati a ragionare sulla coppia tempi/diaframma rischiando altrimenti di vanificare tutto e di sprecare pellicola (e soldi) inutilmente.
Tiene quindi in allenamento la mente

2 Limite di scatto

A meno di non avere qualche scorta di rullini, si hanno in genere 36 scatti e naturalmente si cerca di esporli e di trarne il massimo profitto, in temine di risultato.
Anche se su 36 fotogrammi, di veramente buoni se ne dovrebbero salvare quando va bene 2 o tre, in caso contrario, molto probabilmente c’è un’errata valutazione delle foto da parte vostra, per vari motivi, ad esempio emozionali.
In pratica è praticamente impossibile ricavare 36 pose eccezionali da un rullino, nemmeno i grandi maestri ne sono in grado.
Con il digitale si tende a fare piu scatti di una stessa scena, mentre in analogico generalmente si tende a farne solo uno, max due, ecco quindi che risulta importante non sbagliare tempi e tutto il resto (ecco allora l’importanza del punto1).

3 Elementi casuali.

Sopratutto se si fotografa con le cosiddette “toy cam” come le holga e simili, si resta sempre o quasi sorpresi da elementi inaspettati che caratterizzano le foto, come ad esempio, dominanti di colore, vignettatura, o flare (riflessi di luce)

4 Bianco e nero realistico

Specie con fotocamere e obiettivi di prestigio, come Leica ad esempio si possono ottenere scale tonali di incomparabile bellezza, anche se il digitale ormai ci si avvicina molto, la pellicola mantiene ancora un certo fascino

5 il fattore romantico

Una cosa che spesso fa sentire sorpassati per non dire vecchi, infatti sono sempre piu i giovani propensi alle nuove tecnologie e al futuro anche in campo fotografico.
Vuoi mettere il buon vecchio rumore “clack” dell’otturatore che scatta? cosa che va sempre piu scomparendo, tanto che in alcune digitali viene riprodotto acusticamente, per i nostalgici…

Per concludere, posso solo dire che le cose che mi hanno portato a questo mio innamoramento per la fotografia analogica, sono il fatto di pensare prima di scattare, a diversi fattori, tempi, otturatore, distanza, e diverse altre cose.
Tutti fattori che in macchine piu moderne sono sopperite ad esempio da autofocus velocissimi che tolgono quasi ogni manualità al fotografo, al quale non resta che il compito di premere il pulsante di scatto.
Tutte comodità, è innegabile, ma che tolgono la soddisfazione di creare un qualcosa di unico come una bella foto.
Con questo voglio dire che non sono diventato nemico del digitale, anzi tutt’altro, non sono come certi puristi che lo evitano come la peste, sono semplicemente attratto da questo tipo di fotografia.

Ad ogni modo sono al mio terzo rullino che scatto con la mia voigtlander, ma non ho ricavato ancora un bel nulla, il primo si è rotto irrimediabilmente in riavvoglimento, il secondo non so per quale motivo non è riuscito nulla forse per infiltrazioni di luce, il terzo si è rotto di nuovo…

Ancora qualche tentativo e se non riesco prendo la macchinetta e la uso come un bellissimo fermacarte.

Molto liberamente tradotto da questo post.

Un video interessante che spiega come si usa la tecnica del “light painting”, letteralmente dipingere con la luce.
Sintetizzando occorrono 3 cose,
1 una fotocamera che abbia la modalità manuale per tempi e diaframmi o semplicemente che permetta delle lunghe esposizioni.
2 un treppiede
3 ovviamente una fonte di luce, e qua ci si può sbizzarrire anche con il colore della luce.


Potevo forse non provarci?
Ed ecco allora il mio primo light painting in assoluto!

Lo so, non è un granchè, però è emozionante quando si riesce ad ottenere qualcosa no? e comunque con un pò di pratica e dopo qualche prova si riesce di certo a fare meglio.
Ho usato una esposizione di 15 secondi a f/5
Provateci

digital photography school

Ancora preti pedofili, dal 1961 al 1987 sono stati commessi 110 abusi sessuali da parte di 12 preti e 3 volontari, tutti perpetrati su minori di etnia Eskimo, in Alaska.
Il silenzio è regnato su questi orrendi crimini fino al 2002, quando in seguito allo scandalo e alle denunce rivolte alla diocesi di Boston sono emersi questi fatti.
Nel corso degli anni in 22 si sono suicidati, per via del trauma subito, e i rimanenti vivono nel terribile ricordo della violenza subita.
Purtroppo l’embed del video non permette il ridimensionamento del contenuto , e quindi vi invito ad andare a vederlo su inmotion.magnumphotos.com
Sono pronto a scommettere che i colpevoli sono ancora tutti liberi e impuniti.

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