Un omaggio al lavoro manuale in un’epoca in cui l’innovazione tecnologica e larivoluzione informatica prendono gradualmente il posto che, per secoli, è stato della manualità.
La mano dell’uomo è il frutto di un lavoro durato oltre 6 anni: un’appassionata ed attenta ricognizione visiva, antropologica ed economica.
Oltre sessanta fotografìe in bianco e nero, tratte da trenta reportages che raccontano storie di uomini, donne, bambini attraverso gesti quotidiani che diventano episodi di un’epica silenziosa e sofferta.
Mostra fotografica 2010 dal 3 Luglio al 31 Agosto
presso
Palazzo Pardi
Piazza del popolo
Colonnella (TE)
Paul Nicklen, fotografo del pestigioso National Geographic, è uno dei pochi fortunati che è riuscito a nuotare assieme alla foca leopardo, un temibile predatore.
Ma non è tutto, sembra che sia stato “adottato” la foca gli si è avvicinata ed ha spalancato le fauci, una roba impressionante, avrebbe potuto inghiottire la telecamera assieme ad un pezzo di fotografo, ma non l’ha fatto.
Roba da farsela sotto, guardate voi stessi….
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Zxa6P73Awcg[/youtube]
Un progetto fotografico iniziato ai primi del 2010 da Stan Engelbrecht (Cape Town, Sud Africa) e Nic Grobler (Johannesburg, Sudafrica). Hanno iniziato a fotografare lavoratori, sopratutto pendolari, che usano la bicicletta, e contemporaneamente intervistano i ciclisti, facendo una sorta di indagine, se amano la bici, o semplicemente la usano per necessità, domande di varia natura insomma, cercando di capire come mai anche in Sudafrica, sono in pochi a usare questo mezzo di trasporto. Da questo progetto è nato un libro fotografico, e una raccolta di fondi, se volete acquistarlo, questa è la pagina.
Una serie di ritratti di Irving Penn, in mostra fino al 6 giugno alla National Portrait Gallery a Londra.
Non si parla di ritratti comuni, ma di persone che vanno da Truman Capote a Salvador Dali, da Christian Dior a Duke Ellington, da Rudolf Nureyev a Al Pacino, da Grace Kelly a pablo Ricasso, da Edith Piaf a T.S. Eliot.
“Marco Pesaresi, nato a Rimini nel 1964, si afferma presto come uno dei migliori talenti della fotografia italiana. Dopo gli studi superiori, ha seguito i corsi dell’Istituto Europeo di Design a Milano dove ha cominciato la sua carriera di fotografo professionista. Dopo avere viaggiato in Africa e in Europa, il suo interesse fotografico si é concentrato sui più vari, complessi e difficili problemi sociali tra cui gli immigrati e gli emarginati, la droga e la prostituzione. Le sue foto sono state pubblicate sulle più prestigiose testate: “Panorama”, “Espresso”, “Geo”, “El Paìs”, “Sette”, “The Independent”, “The Observer” etc, in Italia e all’estero.
Underground. Un viaggio metropolitano
Marco Pesaresi ci porta in un lungo viaggio sottoterra attraverso le metropolitane di dieci città del mondo: New York, Calcutta, Madrid, Tokio, Parigi, Mosca, Berlino, Mexico City, Milano e Londra.
Nella monotonia della vita quotidiana, l’autore con le sue immagini coglie la drammaticità, l’atmosfera, l’ironia, le differenze culturali e un senso universale di transito, di movimento continuo e d’attesa.
Il 22 dicembre 2001, in circostanze tragiche, muore improvvisamente nella sua Rimini, città dove aveva lavorato a lungo.
Il sito a lui dedicato è curato da Ines Muratori: www.mescalina.com/marcopesaresi.
Dal sito di Tiziano Terzani, è possibile scaricare il testo che compare all’interno del libro. Contrasto.it
Una bella foto quella che segue, non ci crederete, ma si tratta di un modellino, una ricostruzione di una scena.
C’è da restarci a bocca aperta, ovviamente è tutto frutto di grande esperienza, e accuratezza nei particolari.
Nelle scene in esterni, si avvale di sfondi reali, con un sapiente uso della prospettiva.
Un reportage spettacolare, da un punto di vista inusuale, cioè dall’alto. George Steinmetz, fotografo americano riprende cosi per la prima volta il deserto africano, con il suo parapendio a motore.
Recent Comments