Prima…
Dopo…
Grandioso!
Ora tutti potranno sentirsi come il papi, pieno di minorenni e di escort a pagamento…

“Solo i morti hanno visto la fine della guerra” – (Platone)
E’ la frase che appare nel finale del film, Triage, reporter di guerra, me lo sono visto e devo dire che si tratta di una bella storia, che al contrario di quanto si possa credere, non tocca solo argomenti di guerra, ma amicizia e famiglia.
Si tratta della storia di due fotoreporter e amici Mark e David, ognuno dei quali ha un approccio diverso con la fotografia di guerra, Mark infatti è piu temerario, ed è alla ricerca della foto della vita, mentre David è molto piu cauto, anche per via del fatto che in Irlanda, ha una moglie che sta per dare alla luce suo figlio.
Entrambi si trovano a documentare un ospedale da campo ricavato da una grotta, dove in condizioni disumane vengono portati i soccorsi, eseguite amputazioni e per i casi senza speranza sono distribuiti nastri colorati, il blu, è per quei pazienti che verranno uccisi con un colpo alla testa, dallo stesso dottore.
Ad un certo punto, dopo un aspro combattimento David decide di tornare a casa, e i due amici si separano, poco prima che Mark venga ferito dallo scoppio ravvicinato di una granata.
Rimessosi, fa ritorno alla sua vita e dalla sua fidanzata, ma i fantasmi di quanto è successo, non gli danno tregua, e lo portano ad un repentino peggioramento tanto da essere ricoverato in ospedale, e a chiedere aiuto a psicologi, uno dei quali, sarà l’anziano nonno di Helena, la sua fidanzata, che riuscira a fare riemergere tutti i dettagli della vicenda…
Un film crudo, a tratti, ma che merita di essere visto, davvero bellissimo, ve lo consiglio.
Su screenweek trovate una piccola video-recensione, che spiega tutto alla perfezione.
triage@screenweek
via coolest-gadget
Eccezionale, chissà quanto lavoro c’è dietro…
Un omaggio al lavoro manuale in un’epoca in cui l’innovazione tecnologica e larivoluzione informatica prendono gradualmente il posto che, per secoli, è stato della manualità.
La mano dell’uomo è il frutto di un lavoro durato oltre 6 anni: un’appassionata ed attenta ricognizione visiva, antropologica ed economica.
Oltre sessanta fotografìe in bianco e nero, tratte da trenta reportages che raccontano storie di uomini, donne, bambini attraverso gesti quotidiani che diventano episodi di un’epica silenziosa e sofferta.
Mostra fotografica 2010 dal 3 Luglio al 31 Agosto
presso
Palazzo Pardi
Piazza del popolo
Colonnella (TE)
orari
18,00-24,00 tutti i giorni
biglietti
ingresso libero
a cura di
Ivano Di Benedetto e Renato Sabini
Si, mi riferisco alla vicenda di Paolo Zaccai, e al comizio che ha tenuto sul balcone in stato confusionale, per via della coca che si era sniffato, beh, premesso che della vicenda in sè non me ne può fregare de meno, in fondo nella vita privata ognuno può fare quello che vuole, però leggendo un articolo su repubblica, mi viene da pensare…
Si legge infatti, che gli verrà tolto il porto d’armi, in via cautelativa!?!?!
Significa che molto probabilmente gli verrà restituito, non so se ve ne rendete conto…
Ve lo dico cosa bisognerebbe fare.
Togliere a vita il porto d’armi, e dimissioni, da qualunque carica istituzonale, (ma le dimissioni dovrebbero essere spontanee) ma siccome è del pdl, succederà che continuerà a stare incollato al suo posto, e ad andare in giro armato legalmente…
Ahhh, che paese l’italia….
Una compilation di cadute dolorosissime, alcune mi hanno strappato una grassa risata…
Questa volta a Kaunas, Lituania, a prima vista, sembra un semplice graffito, qualcosa si intuisce, sembra una manciata di stelle.
Ma è con il favore delle tenebre, anzi col favore dei fari che si svela, l’opera in tutta la sua genialità…
via englishrussia
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