Pensieri

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E’ un europarlamentare non so se ve ne rendete conto…

Già di per sè è ridicolo che se ne vada in giro con un’ ascia celtica (farlocca per giunta) per lo piu paragonare la lotta all’evasione fiscale, giustamente effettuata attraverso azioni di polizia giudiziaria, ad uno stato comunista, è il massimo…

Che coglione…


Una canzone contro la guerra, di Leon Gieco, cantautore argentino, scritta nel 1978 poco dopo la guerra delle Falkland.

In questo video è interpretata da Germano Bonaveri, e devo dire che è veramebnte una bellissima canzone, e che, sopratutto in questo inizio di 2012, dove si è soliti a fare buoni propositi, ecco allora che anche io prego solo a Dio che la guerra non mi sia mai indifferente…

Ascoltatela attentamente, e se vi va cercate la traduzione del testo in italiano.


Rispetta la natura.

Don Gallo in un’intervista al Fatto Quotidiano, in merito alla alluvione, alla domanda, “Cosa chiederebbe a Dio dopo un dramma come l’alluvione?”

“Gli chiederei perché non ha dato a Mosè l’ 11 ° comandamento: “Rispetta la natura””

Nulla di piu sensato e giusto, anche se non sono religioso…

 

Ecco a cosa ci ha portato il nano cazzaro…


E francamente non capisco tutto il clamore sollevato per sta cosa, è la logica conseguenza, alla quale ci ha portato, ad essere sbeffeggiati da tutto il mondo.
Anzi piu che altro è lui stesso ad essere deriso, come un giullare, un cazzaro ridanciano e volgare barzellettiere.
Complimenti…

Si tratta di una fotografia realizzata da Johan Frisò dal titolo “E la storia si ripete”, esposta all’ArtVerona, che istituisce uno stretto legame tra leghisti, fascisti e nazisti. Frisò, che è nato in Belgio ma vive a Brescia, ha voluto portare la sua opera proprio in quel nordest in cui il Carroccio trova i suoi più accaniti sostenitori, mettendo in pratica un gesto fortemente provocatorio.
Che a dirla tutta di provocatorio non ha proprio nulla, è la semplice verità, per questo come nel giochino in cui si devono trovare le differenze, non se ne trovano, a parte forse i simboli, ma la sostanza è la stessa…
Lo ha ribadito anche il presidente della Repubblica Napolitano, dicendo quello che penso cioè che (seppure viendoci) la padania NON ESISTE.
Si può berciare a squarciagola in mezzo ai campi, si possono fare cocktail miracolosi con l’acqua marcia del Po, ma non si può cambiare la storia…

Chiamare qualcuno “compagno” significa attribuirgli non solo la convinzione politica, ma riconoscere un valore di umanità, di onestà, di generosità, di attendibilità, che nessun’altra parola poteva esprimere con uguale compiutezza».
Compagni: coloro che spezzano il pane, con tutti.

Tratto dal libro “Cosi in terra come in cielo” di Don Andrea Gallo



Ma in che razza di paese viviamo?
Un puttaniere che parla di valori cristiani, mah…


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