camera oscura

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Ed eccola, dopo tanti tentennamenti, migliaia di dubbi, soldi spesi in attrezzatura, materiale chimico, carte e qualche ora rinchiuso dentro al garage polveroso ad armeggiare illuminato solo dalla luce fioca della lampada rossa, eccola finalmente vedere la luce, è nata la mia prima stampa in camera oscura.
Ovviamente non è granchè, si può fare di molto meglio, ma capirete che per me è motivo di enorme soddisfazione ed orgoglio.
E non finisce qua, anzi è solo l’inizio….
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Una nuova fissa

Eccone un’altra, dopo quella della camera oscura, che per la conaca è quasi completa, mi è venuta la fissa di mettermi a fare il pane in casa.
Nulla di nuovo direi, sono cose che si fanno da sempre, ma ultimamente direi che c’è la tendenza a dimenticarsene.
Ecco allora ad informarmi per le dosi, il lievito, e tutta la lavorazione, e la fantasia già corre ad immaginare tutte le cose buone che si possono fare, pizze, pane con vari ingredienti, come ad esempio, olive, o qualsiasi altra cosa.
Lo so, è un certo sbattimento, impastare lievitare e cuocere, ma se provate anche solo ad immaginare il profumo che sprigiona il pane appena sfornato, beh ragazzi, solo questo vi ripagherà di ogni piccolo sforzo.
photo credit ragazzo_lunatico
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Nuovi orizzonti

Ultimamente sto trascurando un pò il blog, vuoi per scarsità di idee e spunti, vuoi per la mia nuova scimmia che mi ha preso, ovvero quella di mettermi a stampare le fotografie in casa, proprio come un vero fotografo, che ovviamente non sarò mai…
Ecco allora che partono ricerche infinite su ebay, per l’ingranditore, a prezzo economico, spese folli su materiali,carta, acidi, e tentativi di adibire il vecchio garage polveroso a camera oscura con tanto di mitica lampadina rossa.
Ci sono dentro fino al collo.
Vi terrò informati, e lo dico ai 4 gatti che ancora mi leggono…
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Ed eccoci a descrivere di nuovo il processo di sviluppo.
A questo punto abbiamo i nostri chimici in bottiglie da 1 litro, e partiamo con il processo di sviluppo vero e proprio, ossia entriamo in camera oscura e inseriamo la pellicola al buoi completo dentro la tank.
Prima però avremo preparato la quantità di bagni adeguata e li avremo messi a bagnomaria con acqua calda ad oltre 45 gradi in modo da ottenere una temperatura del bagno cromogeno (il piu importante, per precisione) di 37,8 +/- 0.15 diciamo 38 gradi per comodità.
Questa è a tutti gli effetti l’operazione piu complicata di tutto il processo, ossia mantenere una temperatura precisa per qualche tempo.
Con un pò di esperienza si riuscirà ad essere sempre piu precisi, e si capiranno le temperature del bagnomaria da usare.

  • FL1 – Partiamo, l’emozione sale, cosi come la temperatura del bagno cromogeno, una volta stabile a 38 lo versiamo nella tank agitando i primi 30″ e poi successivamente per 10 secondi ogni minuto, per un tempo complessivo di 3′ 15″.
  • FL2 – Svuotiamo ed riempiamo con il bagno di sbianca la cui temperatura non necessita di precisione assoluta, facciamo partire il cronometro, agitiamo per i primi 30″ e successivamente 10″ ogni minuto, per un tempo di 6′ 30″.
  • PRIMO LAVAGGIO – Le istruzioni dicono per 3′ e 15″ ma io uso il metodo ilford, ossia sciacquo con diversi ribaltamenti.
  • FL3 – FIXER Stessa tecnica di agitazione per 6′ 30″ dopodichè procediamo con il SECONDO LAVAGGIO.
  • FL4 – Stabilizzatore, va inserito e fatto agire per 1′ 30″ (io agito in continuazione)
  • Per finire, risciaquo, ma su questo punto ho qualche dubbio dal momento che le istruzioni non dicono nulla, e non vorrei che risciaquando andassi ad annullare l’effetto dello stabilizzatore.

Beh che dire ora si estrae la pellicola dalla tank e con un pò di sconforto si avra una striscia di negativi di colore rossastro (se va bene) ma niente paura una volta stampati o scannerizzati, riporteranno i colori.
Avete cosi sviluppato in casa il vostro primo rullino a colori.
Ripeto il passaggio piu importante è il primo bagno (cromogeno) o meglio il rispetto preciso della sua temperatura.
Un altro piccolo trucco è mettere a bagno i chimici parecchio tempo prima, in modo da stabilizzare la temperatura, altrimenti vi troverete come me a combattere con acqua calda e ad aspettare impazienti la temperatura salire
Al prossimo post i miei risultati.
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Un ottimo corso base di fotografia da Antonino Palella

Il corso si svolge su 11 capitoli tutti scaricabili in formato .zip e sono

  1. Introduzione e storia della fotografia
  2. Nozioni fondamentali di ottica
  3. La macchina fotografica
  4. I formati delle pellicole
  5. Gli obiettivi fotografici
  6. Esposizione
  7. Iperfocale e profondità di campo
  8. Tempi di esposizione e metodi di misurazione
  9. Scattare una buona fotografia
  10. Cenni sulla composizione
  11. Sviluppo del negativo e camera oscura

Si tratta di una ottima risorsa, molto utile ed interessante, sopratutto per chi si avvicina per la prima volta al magico mondo della fotografia.
Ecco il link
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Foto

Una mia foto, dal rullino sviluppato col metodo “fai da te”, il soggetto non è granchè, cosi come i bianchi sono un pò “pelati”, ma come prima prova mi ritengo molto soddisfatto.
Credo che questo sarà solo un inizio, di sicuro migliorerò, e sopratutto starò molto piu attento con i tempi, magari acquistando un timer…

Ilford HP5 sviluppo con Microphen 1+3 23 min. (circa)

Se volete aggiungermi ai vostri contatti, ecco il mio account su Flickr

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