pellicola

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Takashi Amano

Da qualche tempo ho contratto una nuova passione, l’acquariologia, e per questo devo ringraziare mio padre.
L’allestimento di una vasca è una cosa bellissima, bisogna studiare un sacco di cose, pianificare, sopratutto quello che riguarda il layout, ornamenti, piante ecc…
E’ cosi che ho conosciuto (virtualmente) Takashi Amano, un mito per quello che riguarda l’allestimento di vasche per acquari.
E’ stato il primo ad utilizzare tecniche e materiali usati per bonsai, e li ha trasferiti in ambienti sommersi.


Ma non è tutto, ho scoperto che è pure un grande fotografo, (di paesaggi ovviamente) e che scatta con macchine a pellicola, come Contax RTS III e Nikonos V.
Indubbiamente il numero uno!
Basta fare una ricerca, il web è pieno di foto delle sue stupende creazioni.
Fra qualche giorno dovrò allestire una piccola vasca da 30 litri, ed ho deciso (con estrema umiltà) di copiare o almeno provarci, uno dei suoi layout con le rocce…
AmanoTakashi.net
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Uno dei motivi per cui mi piace fotografare su pellicola, è anche questo, ovvero la magia con la quale alcuni fotografi, riescono ad ottenere immagini senza tempo come questa.
Certo si tratta sempre di macchine di fascia alta, a medio formato (Hasselblad 501c) ma i lavori di questo fotografo giapponese sono davvero molto belli.
Guardatevi il suo stream su flickr…
yu+ichiro
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La Eastman Kodak Company, la casa produttrice della famosa pellicola Kodachrome, ha deciso di fermarne la produzione.

Lanciata sul mercato nel 1935, ha sempre riscosso un grandissimo successo per via dei colori saturi, che la contraddistinguono.

Alcune foto scattate con tale pellicola sono entrate nella storia come quella di Steve McCurry che rappresenta una ragazza afgana, apparsa sulla copertina del National Geographic.

Anche Paul Simon ne ha parlato in una sua canzone…

Kodachroooome

They give us those nice bright colors

They give us the greens of summers

Makes you think all the world’s a sunny day, oh yeah

I got a Nikon camera

I love to take a photograph

So mama don’t take my Kodachrome away

Alcuni link:

photographyblog

Kodacrome project

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Ed eccoci a descrivere di nuovo il processo di sviluppo.
A questo punto abbiamo i nostri chimici in bottiglie da 1 litro, e partiamo con il processo di sviluppo vero e proprio, ossia entriamo in camera oscura e inseriamo la pellicola al buoi completo dentro la tank.
Prima però avremo preparato la quantità di bagni adeguata e li avremo messi a bagnomaria con acqua calda ad oltre 45 gradi in modo da ottenere una temperatura del bagno cromogeno (il piu importante, per precisione) di 37,8 +/- 0.15 diciamo 38 gradi per comodità.
Questa è a tutti gli effetti l’operazione piu complicata di tutto il processo, ossia mantenere una temperatura precisa per qualche tempo.
Con un pò di esperienza si riuscirà ad essere sempre piu precisi, e si capiranno le temperature del bagnomaria da usare.

  • FL1 – Partiamo, l’emozione sale, cosi come la temperatura del bagno cromogeno, una volta stabile a 38 lo versiamo nella tank agitando i primi 30″ e poi successivamente per 10 secondi ogni minuto, per un tempo complessivo di 3′ 15″.
  • FL2 – Svuotiamo ed riempiamo con il bagno di sbianca la cui temperatura non necessita di precisione assoluta, facciamo partire il cronometro, agitiamo per i primi 30″ e successivamente 10″ ogni minuto, per un tempo di 6′ 30″.
  • PRIMO LAVAGGIO – Le istruzioni dicono per 3′ e 15″ ma io uso il metodo ilford, ossia sciacquo con diversi ribaltamenti.
  • FL3 – FIXER Stessa tecnica di agitazione per 6′ 30″ dopodichè procediamo con il SECONDO LAVAGGIO.
  • FL4 – Stabilizzatore, va inserito e fatto agire per 1′ 30″ (io agito in continuazione)
  • Per finire, risciaquo, ma su questo punto ho qualche dubbio dal momento che le istruzioni non dicono nulla, e non vorrei che risciaquando andassi ad annullare l’effetto dello stabilizzatore.

Beh che dire ora si estrae la pellicola dalla tank e con un pò di sconforto si avra una striscia di negativi di colore rossastro (se va bene) ma niente paura una volta stampati o scannerizzati, riporteranno i colori.
Avete cosi sviluppato in casa il vostro primo rullino a colori.
Ripeto il passaggio piu importante è il primo bagno (cromogeno) o meglio il rispetto preciso della sua temperatura.
Un altro piccolo trucco è mettere a bagno i chimici parecchio tempo prima, in modo da stabilizzare la temperatura, altrimenti vi troverete come me a combattere con acqua calda e ad aspettare impazienti la temperatura salire
Al prossimo post i miei risultati.
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Eccomi ancora a raccontare la mia prima esperienza di sviluppo pellicola colore con il kit FLC di Ornano.
Con un poco di incertezza, ho iniziato a preparare le soluzioni

  • FL1 – Sviluppo cromogeno, composto da 3 flaconi, che vanno disciolti progressivamente nell’ 80% del volume finale di acqua a 30-35 gradi
  • FL2 – Sbianca, va disciolto nel 30%del volume di acqua che può andare dai 15 ai 40 gradi quindi abbastanza tollerante.
  • FL3 – Fissaggio, va nel 70% di acqua, sempre dai 15 ai 40 gradi
  • FL4 – Stabilizzatore, disciolto nell’ 80% di acqua dai 15 ai 40 gradi

A questo punto ci si ritrova con 4 bottiglie (meglio se a soffietto) di preparato pronto la cui conservazione va ai circa 2 mesi per lo sviluppo cromogeno se ben conservato, fino ai 6 mesi per gli altri.
Ogni commento e consiglio è ben accetto
Alla prossima.
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Ecco come procederò in questa avventura, ovvero come scrivere una pseudo-guida senza saperne una cippa….
Ho già avuto qualche piccola esperienza con lo sviluppo di pellicole in bianco e nero, quindi non ho avuto bisogno di procurarmi tutto il necessario.
Quello che serve è

  • La tank nel mio caso una Paterson a 2 spirali
  • Un termometro, meglio se elettronico o comunque di una certa precisione
  • I chimici (kit Ornano)
  • Caraffe graduate (almeno 4 visto che è un processo a 4 bagni)

Ho acquistato alcuni rullini colore scaduti dal 2006, però a pensarci bene credo di aver sbagliato, per il semplice fatto che, nel caso uscissero foto con dominanti di colore, non saprò mai se si tratta della pellicola o è colpa del mio maldestro sviluppo.
Adesso non mi resta che raccogliere un pò di materiale (ergo scattare foto) e non troppo particolari, vista la probabilità di un insuccesso, altrimenti potrei anche restarci male.
Un intero processo è descritto in inglese dall’autore della foto di cui riporto i credit.
Chiunque voglia lasciarmi qualche consiglio, lo apprezzerei molto volentieri.
Per ora è tutto, al prossimo step.
photo credit ordfabriken
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Chi ha detto che la fotografia a pellicola è morta?
Recentemente è stato reso noto il prezzo sul mercato europeo della nuovissima fotocamera a medio formato di casa Voigtlander, che si chiamera Voigtländer Bessa III 667.
Una cosidetta “folding” o a soffietto, a telemetro, dal sapore alquanto vintage, dotata di un obiettivo Heliar da 80mm F/3.5 fisso, supporta il formato 120 e 220.
Sarà disponibile dal mese di maggio e il prezzo sarà di 1999 euro, per un apparecchio dal fascino indiscutibile, e dal peso non indifferente, (circa 1 kg).
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