fascisti

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Non ci credete, ecco un paio di foto che mostrano piazza S. Giovanni alle 17,40 di oggi.
In altre parole era 4 gatti, ma scommettiamo che aumenteranno miracolosamente fino ad arrivare a milioni di persone?

Piovono rane

E tutto questo, nonostante sui giornali di oggi, si parli anche di biglietti della metro già pagati per il popolo blu, che con strabordante amore, avrà testimoniato il suo odio per tutto quanto è altro da loro, “antropologicamente diverso”.
Qualcuno a ragione disse: “E’ la feccia che risale il pozzo…”
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Via Craxi

E allora facciamola questa piazza: Piazza Bettino Craxi.
Sotto il nome, però, come in tutte le targhe, scriviamoci anche quel che era: “politico, corrotto, latitante”.

Oppure, “se proprio dovete intitolargli una Via che sia un tangenziale, almeno per assonanza (con tangenti) ci ricordiamo il personaggio” (Cit. marco Travaglio).

Che paese di merda…
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Ecco la sicurezza che portano le ronde, scontri e risse, da una parte i fascisti, con un gruppo dal nome S.S.S cioè Sicurezza, Soccorso Sociale, capitanate da un ex maresciallo dei carabinieri, e dall’altra una associazione di cittadini C.A.R.C Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista.
Ma le cosidette ronde, non dovevano essere apolitiche?
Sapevo fin da subito che si sarebbero schierate.
Intervengono i carabbinieri, e ovviamente prendono le difese dei fascisti.
Ci dobbiamo ribellare, creare ronde antironde, sono stanco di vedere il nostro paese in mano a questi fascisti bastardi.
E’ ora di dire basta.

Repubblica.it
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Siete per sempre coinvolti…


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Infiltrati fascisti nel corteo di piazza Navona, con il consenso delle forze dell’ordine.
E ora di dire BASTA
Riporto di seguito l’articolo di Curzio Maltese apparso su Repubblica

AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!” dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. “Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere, fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra”. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra? Con le svastiche?”. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: “Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire”.

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre: “Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?”. “Lo vede come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: “Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov’è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l’avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto”.

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. “È contento, eh?” gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì”.

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”. Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s’avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell’Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all’occupazione, s’aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. “Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo”.
(30 ottobre 2008)

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part

Un fascista all’ Istituto per la Resistenza di Verona…

Splendida idea, quella di nominare il 35enne Andrea Miglioranzi, tre mesi di carcere, leader skinhead, dirigente di Fiamma Tricolore oltre che membro di un gruppo musicale “gesta bellica” con canzoni dedicate ad Erik Priebke.

Un discreto curriculum non c’è che dire, gente del genere dovrebbe stare in un Istituto Penale, altro che quello per la Resistenza.

Solo a pensare ai partigiani caduti per difendere la libertà, o ai campi di sterminio, e questo povero stronzo canta lodi a Priebke?

Per fortuna c’è anche chi, (medaglia d’oro alla Resistenza) si oppone e si opporrà sempre.

Può pure vantarsi di un primato, il primo in Italia a finire in carcere per aver infranto la legge Mancino sull’istigazione all’odio razziale…

Io non ci sto.

Viviamo davvero in un paese di cacca…

Unità.it

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Non ci sono parole per descrivere le brutalit commesse dalla polizia italiana allo stadio Olimpico dirante Roma-Manchester, se non che sono dei bastardi fascisti…
E si sono giustificati dicendo che le cariche ci sono state per disperdere orde di hooligans ubriachi…
Vergogna!!!

I maledetti ubriaconi siete VOI.
Novità che riguardano un documento che probabilmente tra poco sparirà da YouTube. Per adesso lo mettiamo qui sotto a disposizione di tutti: andate al minuto 1:10 circa (oppure, se il contatore vi gira alla rovescia, al minuto 1:28) e proseguite per una trentina di secondi: assisterete al pestaggio di un temibilissimo ragazzino e, soprattutto, al furto di una fotocamera, da parte di un poliziotto, perpetrato ai danni di una VIOLENTISSIMA SIGNORA, (la riconoscerete dai capelli bianchi) la quale, nel tentativo successivo di recuperare il proprio oggetto si vedr manganellata in testa (una volta) e schiaffeggiata fortemente sul viso e sul capo (pi volte).
Chi che aveva bevuto troppo? Ci piacerebbe avere delle risposte da parte del Prefetto Serra, a cui forse sfuggito qualcosa nella solerte conferenza stampa del giorno successivo. (trascorsa a RINGRAZIARE questi impuniti teppisti in DIVISA pesta-vecchiette) Ma ci piacerebbe avere anche delle risposte da VOI, garantisti di un paese dimmerda e difensori d’ufficio della peggiore categoria UMANA che si possa arrivare a sopportare, quella delle forze dell’ordine italiane. Guardate il filmato, anche nei minuti immediatamente precedenti alla vergogna e subito successivi, per rendervi conto dell’assoluta decontestualizzazione e gratuit di tale violenza.
Via Noantri

Scarica il video qui (prima che lo censurino…) e diffondilo…
Facciamolo vedere come vengono pestate donne e bambini in Italia…

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Una lettera intrisa di falsità
è quanto ha scritto Berlusconi al direttore del Messaggero
Ringrazia e si scusa per i disagi causati da 2 milioni di persone?
Da sempre si sa le stime vongono gonfiate, ma un limite di credibilità va mantenuto o ci credono stupidi?
Da una stima approssimativa l’area della piazza S.Giovanni e adiacenze sarebbe attorno a 85.000 mq (non ho idea di quanto veritiera possa essere), ora calcolando per eccesso di fare stare 6 persone in un mq… ne risulta che approssimativamente erano in 500.000/700.000…( e non sono pochi lo stesso)
Ma comunque al contrario di quanto vuole farci credere non sono i numeri che contano.[blockquote]

Il popolo delle libertà, oggi maggioranza nel Paese, ha gridato la sua protesta contro il governo senza eccessi, senza insulti, senza parole di odio e di divisione.
I commercianti non sono stati costretti ad abbassare le saracinesche, i romani non hanno temuto un solo attimo per la loro incolumità.
Il popolo della libertà ha sventolato le proprie bandiere e non ha dato alle fiamme quelle degli avversari politici; ha gridato i propri slogan e non ha bruciato né auto né fantocci.

[/blockquote]
Ora io vorrei dire, che ha scritto delle falsità (vorrei dire altro ma mi trattengo)
Innanzi tutto il popolo delle falsità oggi non rappresenta la maggioranza…
Come si fa a dire che non hanno lanciato parole di odio??? è FALSO insulti? è FALSO! e lo abbiamo visto TUTTI e anche sulle sue televisioni.
Come pure sono false le violenze della sinistra in manifestazioni di piazza contro il governo (ricordate quella per l’articolo 18?) le violenze ci sono state, certo, ma per altri motivi di sicuro non condivisibili, e attuate da quei pochi imbecilli e dai quali la sinistra si è sempre dissociata.
Non altrettanto si è dissociata la destra dai cori fascisti e fischi all’inno, bandiere con celtiche e fiamme tricolori, o ai vari saluti romani…
Poi con la falsità che da sempre li contraddistingue ho sentito dire che sono antifascisti…in diretta tv da quel pirla di Bondi.
Il popolo delle libertà? LIBERTA? la libertà è ed è sempre stata una soltanto e non capisco come siano riusciti a moltiplicarla
Fosse per me il caro nano starebbe in galera, cosi almeno avrebbe un motivo valido per parlare di libertà…
Che tristezza…
a lavorare andate a lavorareee…
Ps.
La fotografia è volutamente la piu brutta che ho trovato come del resto Emilio insegna…

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