Povera Patria | Stormy Monday Blog

Povera Patria

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Eccolo, lo stato fascista in cui viviamo, si inizia con la buffonata dei militari per le strade, ora con la censura di The Pirate Bay.
Ve lo riporto qui

Fascist state censors Pirate Bay

We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.

This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.

We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.

We have already changed IP for the website - that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile - http://labaia.org works (La Baia means The Bay in Italian).

And please, everybody should also contact their ISP and tell them that this is not OK and that the ISPs should appeal. We don’t want a censored internet! And the war starts here…

A quando i carri armati nelle città?

labaia.org

Già è caldo, poi si vedono iniziative come quella di Renato Brunetta che sul sito del Ministero, mette le vignette e le foto che riprendono scritte sui muri, e la temperatura sale, sale sale.
Ma qualcuno che gli spiega a quel nano che le istituzioni sono una cosa seria? cosi pure il sito del Ministero dovrebbe essere una cosa seria.

Ma credono di poter giocare come vogliono? di fare il bello e cattivo tempo?
Qualcuno glielo spiega che le scritte sui muri sono illegali? che sono atti di puro vandalismo, e che qualcuno prima o poi le dovrà ripulire?
Invece cosa fanno?
Se ne vantano e sbattono le foto sulla homepage, come se fosse un blog qualunque!

Con quale coraggio poi possono parlare di legalità nelle televisioni del nano (quello coi tacchi) e nelle altre?

Ah già ma le scritte sono favorevoli ai pensieri e alle manovre della destra fascista, quindi sono ammesse addirittura su siti istituzionali, non è vero?
Oltretutto hanno il coraggio di mettere il nome alla foto “murales.jpg” cioè come dire che la stupidità non conosce limiti…

Che merda di governo…


Italia, la democrazia delle banane, ecco come si comportano le forze dell’ordine con chi vorrebbe protestare, a pochi giorni dalle menzogne di Berlusconi riguardo la fine dell’emergenza rifiuti a Napoli.
Una vergogna assoluta, sono documenti che in tv non si vedranno mai, anzi vi verranno raccontate un sacco di palle, facendovi credere che va tutto bene, e che silvio vi salverà.

Non ci credete!


Vi consiglio di scaricare questo video, perchè quasi sicuramente, il regime fascista in atto ben presto lo farà oscurare, scommettiamo?

Un concetto piuttosto difficile per i suoi poveri neuroni padani…
Bossi vorrebbe i professori del nord al nord mentre quelli del sud a casa loro, ecco allora perchè non comincia con la moglie, Manuela Marrone, professione insegnante, e udite udite siciliana!


Il tutto nasce dopo la bocciatura del figlio Renzo, alla maturità, ecco allora una petizione online, per raccogliere firme, perchè possa venire promosso, probabilmente l’unico mezzo possibile…
Quello che è grave è che è Ministro delle Riforme…
Povera Patria

Promuovetelo!

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne… offrono un’agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici…) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di “rifugiati climatici”. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“Quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso “fuori dalle mura”, che si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c’era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro dell’umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!

Questa è la mia reazione davanti agli ultimi avvenimenti nel nostro paese.
Se la condividi, aggiungi la tua firma, inviando una e-mail a online@nigrizia.it.
Guarda l’elenco delle adesioni arrivate via e-mail.
nigrizia.it

E’ veramente inconcepibile che si possa pensare di costruire centrali nucleari, sopratutto se il popolo italiano è contrario.
Possibile che sti 4 coglioni che stanno al governo, non abbiano imparato nulla dal passato?


Dal blog di Beppe Grillo

Se ne sono accorti anche loro della nostra difficile tragica situazione politica.

bard

Traduzione: (non mia)

La prima pecora dice:
“E’ possibile che votino Berlusconi un’altra volta?!!! ”

Sicchè l’altra risponde:
“Sì, hanno difficoltà a liberarsi dalla spazzatura”

Come dargli torto?…

Via Giornalismo Partecipativo


barbarabDopo la battuta di Berlusconi, sul fatto di sposare suo figlio, rivolgendosi ad una giovane precaria.
Magari se il giovane che recentemente si è suicidato dopo il licenziamento, chissà… magari se si fosse trombato la figlia di Berlusconi, adesso sarebbe vivo (felice non lo so…)

Oltretutto si legge che la precaria incriminata, ha accettato la battuta, e addirittura sarà disposta a dare il suo voto per lui.
Inoltre se ne esce con tali affermazioni…
“Credo che anche un problema grave come quello della precarietà possa essere stemperato da una battuta”
Mah…


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