Ricorre oggi il trentesimo anniversario di Peppino Impastato, che ha dato la vita per combattere la mafia.
Dove un gruppo di uomini liberi si unisce,
tu sei presente,
dove la bandiera illumina il sangue dei morti
tu ci sei,
tra confronti e scollamenti
il tuo volto si riconosce,
la tua voce rinasce,
quasi un urlo di libertà
che scuote le coscienze.
Marcello Dell’Utri, condannato per mafia, ma a piede libero, eccolo allora alla fiera del libro antico.
Piero Ricca, gli ha rvolto qualche domanda, ma poi come al solito è stato allontanato dalle guardie.
Incredibile come ci siano anche personaggi disposti a difenderlo a spada tratta.
Incredibile come venga permesso ad un mafioso di andarsene dove vuole, quando dovrebbe stasene al gabbio.
Il presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro “vasa vasa” per gli amici, (perchè da buon mafioso predilige il saluto al bacio), è stato condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia, e interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena (?)
Mentre l’altro compare Michele Aiello è stato condannato a 14 anni.
Notizie di questo genere fanno sempre piacere, e ridanno speranza in uno Stato, spesso assente, significa che c’è ancora un pò di giustizia, (si fa per dire), viene però da chiedersi se lo rinchiuderanno davvero o se fra qualche mese ce lo ritroveremo ancora in attività?
O ancora, quanto tempo passerà, prima di sentire qualche dichiarazione di affetto e di profonda stima da parte di ForzaMafia cioè volevo dire del “partito del popolo dei prescritti in libertà” attraverso il suo leader, il nano bellachioma?
Io dico che non tarderà molto ad arrivare, inoltre l’interdizione da ambienti politici per tali personaggi andrebbe estesa a vita natural durante, ma si sa siamo in Italia…
Sarà pure uno dei migliori giocatori del mondo, ma la domanda è…
Con quella faccia da da pirla da bravo ragazzo, sapeva di questa cosa?
Voglio sperare di no, ma il dubbio sul contrario è lecito…
Kaká l’ha confessato di recente: voglio diventare pastore, dopo aver smesso di giocare. Alla «Renascer em Cristo» si augurano che quel giorno sia abbastanza lontano. Soprattutto se è vero che — da buon evangelico e secondo i precetti della Bibbia — il milanista versa il suo «decimo», cioè il 10 per cento di quello che guadagna, nelle casse della sua Chiesa. O «setta». Oppure ancora «associazione a delinquere» e centrale di riciclaggio di denaro, secondo le accuse della giustizia brasiliana. Dei milioni di Kaká hanno bisogno soprattutto Estevam e Sonia Hernandes, i fondatori della Renascer. La coppia è agli arresti negli Stati Uniti. Lei si è proclamata «vescova», lui addirittura apostolo. Uno status che evidentemente porta con sé bisogni spiccioli come magioni in Brasile e negli Usa, appartamenti, fazendas, centinaia di cavalli, un elicottero e decine di società intestate a prestanomi. Più guai seri con la giustizia di due Paesi. Read More…
Chissà perchè ma in tema di decine di società fittizie, prestanome, ricorda moltissimo sua emittenza, ossia il suo presidente, il nano bellachioma…
mah… vuoi vedere che sotto sotto…
Gustavo Selva ha dato finalmente le dimissioni da AN, per passare nella combriccola di pregiudicati, mafiosi, infami e fuorilegge di ForzaMafia Forza Italia.
Ma bene… di male in peggio.
Possibile che nessuno muova un dito per impedire queste schifezze?!?
Ma in che razza di paese di merda viviamo?
Quel personaggio va eliminato (non fisicamente) ma deve andarsene al piu presto!
A LAVORARE! GUSTAVO SELVA A LAVORARE!
Pensate se per sfortuna, nel momento in cui quel coglione andava in giro con l’ambulanza, foste stati costretti a chiamarla, per un malore, un incidente o qualsiasi altra cosa (con i dovuti scongiuri) per poi apprendere di questo fatto, cosa gli direste?
Beppe Grillo davvero inarrstabile, sta facendo infatti i preaparativi per il V-Day, ossia il Vaffanculo Day, che verrà celebrato l’8 settembre.
L’iniziativa è stata presentata nientemeno che a Bruxelles al Parlamento Europeo dove Beppe si è recato per cercare di spiegare la situazione politica in Italia.
Ecco una parte del filmato
Putin ci ha ricordato, dopo gli omicidi di giornalisti e oppositori del suo Governo, e qualche flebile denuncia del nostro Governo, che l’Italia è il Paese della mafia. Io, su questo punto, sono parzialmente d’accordo. La mafia, in realtà le mafie, ognuna con una sua identità regionale, sono un problema minore nel mio Paese. Il problema vero è il Parlamento italiano che contiene un numero di individui giudicati in primo e secondo grado, una settantina, e 25 condannati in via definitiva, da far impallidire Al Capone e Don Corleone insieme. Putin, se mi ascoltasse, potrebbe obiettare che sono state le mafie a farli eleggere o il voto di cittadini favoriti e collusi con la criminalità organizzata. Niente di tutto questo. Forse la stampa internazionale non lo sa ancora, ma due anni fa in Italia c’è stato un colpo di Stato. La legge elettorale è stata cambiata per impedire ai cittadini di votare il loro candidato. I partiti, non più di dodici persone, hanno deciso chi doveva fare il deputato o il senatore. La legge fu voluta da Berlusconi, l’opposizione si oppose poi, quando andò al Governo, Prodi la confermò. E’ meglio, molto meglio, per i partiti far eleggere dei loro impiegati che avere in Parlamento dei rappresentanti dei cittadini. Meglio pregiudicati che liberi. Putin ci ha sottovalutato, le mafie in Italia contano meno dei partiti e sono più oneste, non dicono di essere democratiche e dalla parte dei cittadini. L’Italia è una nazione con un Parlamento non eletto dai cittadini, simile più a un istituto di pena che a un luogo in cui si dovrebbero decidere le sorti della Nazione. Il mio è un appello per restituire la libertà di voto e di informazione all’Italia. L’otto settembre organizzerò in ogni città d’Italia una manifestazione, l’ho chiamata Vaffanculo day. Una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Quel giorno gli italiani dovranno riprendere in mano il loro Paese distrutto da decenni di partitocrazia, di massoneria piduista, di intrecci tra banche e mafia, di ingerenze del Vaticano nella cosa pubblica, dalla informazione di Stato e di Berlusconi, dai conflitti di interesse.
Il Milan vince la sua settima coppa dei campioni, peccato per che non avrebbe mai dovuto giocare la Champions League.
Una farsa assurda, in base alla penalizzazione di 30 punti e la serie B, l’estate scorsa, il Milan sarebbe retrocesso al 4 posto e addio alla qualificazione diretta.
Intercessione del Presidente mafioso, che ha detto, “se non togliete la penalizzazione, i diritti tv verranno rimessi in discussione nelle sedi appropriate”.
Facendo quindi pressioni a chissà chi…
Fatto sta che gli viene alleggerita la pena con la serie A e la possibilità di giocare la Champions (successivamente revocheranno pure la pena a quell’idiota di Galliani…)
Fosse finita qui…
Nella partita di ritorno con il Celtic Glasgow, una clamorosa parata a 2 mani di Maldini, in area, non vista (?) fa gridare allo scandalo…
Il Milan avrebbe avuto il posto che si merita, in fondo al cesso…
Da notare inoltre che tutte le partite del Milan erano monitorate dalla federazione per controllarne l’effettiva regolarità…
Come può una squadra penalizzata per illeciti in campionato, giocare rubando e vincere addirittura la cl è un vero mistero, esattamente sul modello di quel nano del loro presidente, che ha governato il paese sebbene pluriindagato…
Questa si chiama mafia…Solo in Italia…
Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi Peppino Impastato, per mano della mafia, la stessa contro la quale si ribellato, alla quale ha urlato tutta la sua rabbia e il suo dissenso.
La sua storia stata ricordata, come saprete dal film “i 100 passi” , ma il suo esempio e la sua determinazione restano indelebili nelle persone che come lui hanno il coraggio di ribellarsi e di urlare, magari attraverso il microfono di una piccola radio privata;
“LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!”
Il sacrificio di Peppino non e’
stato vano per il messaggio di rottura che ha lasciato”. Lo
dice il fratello di Impastato. Alle 18 a Cinisi e’ in
programma una fiaccolata per ricordare l’esponente di Dp e
fondatore di radio Aut ucciso dalla mafia il 9 maggio ‘78.
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